Sono ancora qui di Marcelo Rubens Paiva

Buongiorno e bentornati su Spicchiodiarancia, oggi, dopo qualche settimana di assenza dovuta ad impegni universitari. torna una nuova recensione, quella del libro Sono ancora qui, dello scrittore brasiliano Marcelo Rubens Paiva 

Sono ancora qui è romanzo-memoir che racconta la storia della famiglia dell’architetto ed ex deputato laburista brasiliano Rubens Beydrot Paiva, arrestato il 20 gennaio del 1971 dalla dittatura militare brasiliana, torturato e ucciso per aver collaborato con dissidenti politici fuggiti in Cile. Il romanzo, scritto da Marcelo Paiva, si concentra soprattutto sulla figura di Eunice Paiva, moglie di Rubens e madre di Marcelo, e sulla sua lotta infinita per la verità e la giustizia sul caso del marito, giustizia che purtroppo non è ancora stata completamente raggiunta. 

Il libro è stato pubblicato per la prima volta in Brasile nel 2015, ma è arrivato in Italia solo un mese fa, in una splendida edizione della casa editrice La Nuova Frontiera. Il libro arriva in Italia sulla scia del successo generato dal film Io sono ancora qui, tratto proprio da questo libro. Il film, diretto dal regista brasiliano Walter Salles, ha ricevuto ben tre candidature ai premi Oscar (miglior film, migliore attrice e miglior film straniero), oltre ad aver vinto un Goden Globe (migliore attrice in un film drammatico a Fernanda Torres) e il premio per la migliore sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia.

La Trama 

Come detto in precedenza il libro ripercorre la storia della famiglia Paiva, partendo dai primi anni 60’ fino ad arrivare al 2015. Al centro della narrazione troviamo la dittatura militare che ha soggiogato il Brasile dal 1964 al 1985 e soprattutto l’evento cardine di tutta la storia, la sparizione dell’ex deputato laburista Rubens Beydrot Paiva, prelevato dall’esercito nella sua abitazione di Rio de Janeiro nel gennaio del 1971 e ucciso a seguito di indicibili torture all’interno di una caserma militare poco distante. 

Il romanzo ripercorre le tappe che hanno portato al colpo di stato che ha dato il via alla dittatura e si addentra nelle violenze perpetrare dalla giunta militare negli anni passati al potere, tra omicidi, sparizioni e un controllo onnipresente sulla popolazione. Uno dei momenti più toccanti di tutto il romanzo è legato al racconto dell’arresto di Rubens Paiva, della moglie Eunice e della figlia Eliana, raccontato proprio dal punto di vista di Marcelo.

Questo evento sconvolge completamente la vita della famiglia Paiva, che senza alcun preavviso vede sparire Rubens e non riceve alcun tipo di notizia per mesi, anche dopo il rilascio di Eunice e Eliana. L’ex deputato diventa così un vero e proprio desaparecido, la polizia e l’esercito negano l’arresto, poi ritrattano e diffondono su tutti gli organi di stampa la notizia di una sua presunta fuga, nessuno sa cosa gli sia successo veramente e con il passare del tempo le speranze di rivederlo vivo calano, mentre le minacce e la sorveglianza dei militari sulla famiglia crescono a dismisura. 

In questo contesto di enorme difficoltà emerge la vera protagonista del romanzo, Eunice Paiva, determinata a combattere fino all’ultimo dei suoi giorni per la verità e la giustizia, per suo marito e per tutte le persone che hanno avuto il suo stesso destino. Tra mille difficoltà Eunice si iscrive all’università e diventa avvocato, dedica la sua sua vita alla lotta per i diritti umani, combatte la dittatura e quando quest’ultima cade si batte perché le vittime degli anni di terrore ricevano giustizia e perché le loro famiglie possano conoscere la verità.

Eunice è un simbolo di resilienza, coraggio e determinazione, e la sua lotta porta al riconoscimento della responsabilità dello Stato nella morte di suo marito, nel 1996 il governo brasiliano emette finalmente il certificato di morte di Rubens Beydrot Paiva. È un passo fondamentale per la famiglia, che dopo 25 anni di domande irrisolte può finalmente seppellire quell’uomo scomparso nel nulla. Questo documento scoperchia il vaso di Pandora e le notizie e i dettagli sulla morte di Rubens si diffondono a macchia d’olio, proprio in questo periodo però la vita di Eunice cambia di nuovo, la sua salute cala in maniera netta e scopre di avere l’Alzheimer. 

Il libro è molto legato al concetto di Memoria, un argomento che viene toccato molto spesso con una certa ambivalenza: da una parte la memoria della storia di Rubens e della lotta di Eunice, dall’altra la memoria di Eunice che si sfalda giorno dopo giorno a causa della sua malattia. L’autore, Marcelo Paiva, dedica ampi capitoli al racconto della malattia della madre, inserendoli all’interno della narrazione per mostraci come questa riesca a mantenere anche in un momento così complicato, ciò che più di tutto ha distinto la sua vita: la dignità. 

Considerazioni personali 

Sono ancora qui è un libro davvero toccante, che racconta in maniera intima e diretta una pagina di storia che personalmente non conoscevo, quella della dittatura brasiliana. Ero a conoscenza di altre dittature militari del Novecento in America Latina, come quelle del Cile o dell’Argentina, ma non avevo mai sentito nominare quella brasiliana, di conseguenza quando mi sono imbattuto in questo romanzo non potevo esimermi dal leggerlo e devo dire che non me ne sono assolutamente pentito. 

Marcelo Paiva utilizza magistralmente la struttura del romanzo-memoir regalandoci una panoramica storica della dittatura militare che ha governato il paese dal 1964 al 1985 senza mai risultare troppo enciclopedico e riuscendo a raccontare in maniera unica la storia della sua famiglia. Ciò che ho trovato più interessante è il punto di vista con cui le vicende ci vengono raccontate, con Marcelo che è sia spettatore che voce narrante, ma quasi mai protagonista, perché il centro della storia è la madre, Eunice. La dittatura, in questo libro, è lo sfondo per una storia che racconta la rinascita di una famiglia nel dolore di una perdita inspiegabile. 

Sono Ancora qui è un romanzo che vale la pena leggere se volete approfondire la storia della dittatura militare in Brasile, se siete affascinati dalla figura di Eunice Paiva e se, dopo aver visto il film, sentite il bisogno di conoscere più dettagli sulla storia di questa famiglia. 

Il Film 

Una volta terminato il romanzo non vedevo l’ora di scoprire come sarebbe stato trasposto sul grande schermo, e quando ho visto che un cinema vicino a casa mia aveva in programmazione una proiezione non potevo perdermela. Devo dire che la trasposizione cinematografica di Walter Salles mi ha sorpreso, è riuscito a trasportare sullo schermo al meglio le atmosfere e le emozioni che il romanzo mi aveva fatto provare, con un interpretazione unica di Fernanda Torres, nei panni di Eunice Paiva e con una colonna sonora che si sposa alla perfezione con l’atmosfera della storia. Un elemento che mi ha colpito moltissimo è la capacità di “giocare” con le foto e i video, elementi molto ricorrenti anche nel libro, anche se non ho apprezzato il poco spazio che il film dedica alla carriera legale della protagonista.  

Insomma, che scegliate il film o il romanzo in questo caso non potete sbagliare. Voi cosa ne pensate? Avete già visto Io sono ancora qui?

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